La misura dell'opportunità di aderire al Piano Industria 4.0

Perché Industria 4.0? Come utilizzare al meglio questo importante strumento?

Ma voi... veramente pensate che la fatturazione elettronica “obbligatoria” verso la PA (B2C) stabilita nel 2016 ed estesa a tutto il mondo del Business (B2B) a partire dal 01-01-2019, sia diventata legge per caso?
O magari pensate che sia tutto un complotto del cartello delle software house della contabilità?
Ebbene no! “C’è un posto nel futuro per chi condivide” così recitava lo slogan di Industria 4.0 360 Summit tenutosi a Roma lo scorso 11 ottobre.
Il governo Renzi non è impazzito e neppure il governo Gentiloni, la realtà e che i due governi hanno semplicemente avuto lo stesso interlocutore, Carlo Calenda, ministro dell’industria durante entrambi i periodi e fautore di una politica intenzionata ad avviare il nuovo processo industriale anche in Italia.
Ma andiamo con ordine; tutto parte dalla fiorente Germania: nel 2011 alla fiera di Hannover viene coniato il termine “Industrie 4.0” che, a seguito di un gruppo di studio presieduto da Siegfried Dais della multinazionale di ingegneria ed elettronica Robert Bosch GmbH, Henning Kagermann della Acatech (Accademia tedesca delle Scienze e dell’Ingegneria) e dal Prof. Wolfgang Wahlster della DFKI (centro di ricerca per l’intelligenza artificiale), viene scelto per identificare la quarta rivoluzione industriale, la cui peculiarità di fondo è quella di permettere la totale interconnessione tra le persone generata dall’uso della tecnologia: i collegamenti in rete, gli scambi immediati tra gruppi di persone hanno infatti prodotto una diversa forma della strutturazione della catena del valore.
Questo sistema obbliga il mondo economico a focalizzare l’attenzione sulle esigenze individuali del consumatore per cui l’idea del prodotto, l’incarico di progettarlo, la produzione dello stesso, la consegna al consumatore e addirittura il riciclo, implicano l’esistenza di una linearità interconnessa; alla base di tutte queste fasi ci sono “le informazioni” che, oggi devono inevitabilmente viaggiare velocemente, con fluidità e in modo sicuro.



Ecco perché industria 4.0: per rispondere alla necessità di collegare questa mole di informazioni attraverso sistemi interoperabili.



Per stare al passo con i tedeschi ed attuare quanto deciso al tavolo di lavoro di Hannover, il Governo italiano ha ideato un nuovo progetto di politica industriale che prevede l’agevolazione indiretta (attraverso la diminuzione della pressione fiscale) per tutte quelle imprese che effettuino degli investimenti rispondenti agli indirizzi normativi indicati dalla quarta rivoluzione industriale.
Cerchiamo di comprendere l’enorme opportunità che industria 4.0 rappresenta per il futuro delle imprese attraverso un semplicissimo esempio: ipotizziamo che un’azienda effettui un investimento di € 1.000 utilizzando il piano industria 4.0.; se il progetto risponde ai requisiti di massima, rientrando quindi nel super ammortamento, l’azienda potrà registrare a bilancio un ammortamento per il bene acquistato pari al 240% del valore investito; nel caso del nostro esempio, quei € 1.000 d’investimento porteranno ad un recupero fiscale intorno al 67% del valore del bene nell’intera durata del piano di ammortamento. Il calcolo di questo valore avviene con il seguente procedimento: nell’ipotesi che il piano di ammortamento abbia una durata di cinque anni, questo viene prorogato di un’annualità; nella prima e nell’ultima annualità viene posto in ammortamento 1/10 del valore del bene, nelle quattro annualità intermedie viene posto in ammortamento 1/5 del valore del bene; nel totale, applicando un’aliquota media d’imposizione fiscale pari al 28%, il risultato del risparmio fiscale è dato dal risultato della moltiplicazione dei seguenti fattori: 2,4 (tasso di super ammortamento) x 28% (risparmio fiscale dovuto alla quota di ammortamento) = 67,2% del valore del bene. Morale, lo Stato interviene in aiuto all’investitore coprendo in termini di risparmio fiscale il 67,2% del valore del bene in un periodo di sei anni; l’imprenditore deve coprire la rimanente cifra dell’investimento attraverso la maggiore produttività conseguente all’investimento stesso.
Questa, in sintesi, la misura dell’opportunità di aderire al Piano Industria 4.0



Ma come utilizzare a nostro vantaggio questo importante strumento?



Semplice; modificando il nostro sistema informativo adattandolo ad un sistema intelligente ed interconnesso!
Facciamo un altro esempio pratico e pensiamo agli impianti di pesa; ad un certo punto potremmo decidere di effettuare una spesa relativa all’acquisto di una nuova pesa, ma attenzione, questo da solo non basterebbe! Per rientrare nelle indicazioni del Piano Industria 4.0 dovremo fare in modo che i dati della pesa si interconnettano con il nostro gestionale: ecco, ora siamo in Industria 4.0.
O ancora, supponiamo di voler controllare i dati di produzione prodotti da una pressa, da un compattatore o da un separatore di plastiche con l’intento di monitorarne lo stato di efficienza e di produzione, ottimo proposito, ma non saremmo ancora dentro industria 4.0; solo trasferendo questi dati al nostro sistema informativo in modo da riuscire ad integrare i dati di produzione con quelli amministrativi, il progetto abbraccerebbe industria 4.0.
Pensiamo adesso ad un sistema di controllo di cassoni posti a distanza e che magari indichino il loro livello di riempimento… che facilità ed efficienza, da clienti, effettuare il servizio andando a colpo sicuro.
Un mondo intelligente e connesso questo è il futuro auspicato dalla quarta rivoluzione industriale.
Ma attenzione a far ogni passo in modo scrupoloso; eventuali errori di valutazione nel caso di un controllo del fisco, potrebbero portarvi a dover restituire tutto! È fondamentale quindi rivolgersi ad esperti che verifichino l’aderenza dei vostri progetti ai requisiti richiesti da industria 4.0.


Il futuro è sempre nelle vostre mani! Industria 4.0 è un mezzo. Impariamo ad utilizzarlo al meglio.
Cristiano Cestaro
Cristiano Cestaro - L'informatica dei rifiuti

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